Don Riccardo De Grandis

 

DON RICCARDO DE GRANDIS


Don Riccardo De Grandis, il PAPA' della "Cappella della Pace - Madonna del Don", è salito in Paradiso, mercoledì 13 febbraio 1991, a 52 anni, e certamente ha preso subito contatto con il confratello Salesiano e Alpino Cavaliere di Vittorio Veneto don Vincenzo Colombara, per narrargli il percorso della "sua Cappella", definita “un Santuario” da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Canestri nel corso della visita pastorale alla Parrocchia.

E’ difficile per noi Alpini parlare della sua figura di Sacerdote e di Salesiano: quali parole e considerazioni noi potremmo aggiungere agli elogi del Cardinale e dei suoi confratelli Salesiani? Noi possiamo solo parlare dell'Uomo, diciamo pure dell'uomo RAZZA MONTE GRAPPA, monte che tanto amava.

Un vero uomo, che amava ciò in cui credeva, che credeva negli uomini di buona volontà e per i quali ha saputo anche offrire un’ultima dimostrazione di estrema generosità con la sua ultima celebrazione ufficiale il 13 ottobre scorso, in occasione del 10° Anniversario della Festa della Cappella della Pace, nonostante il male galoppante che lo tormentava. Nessuno di noi lo aspettava: sapevamo delle sue precarie condizioni di salute, che ci preoccupavano e addoloravano. Volle essere presente alla nostra e sua festa.

Don Riccardo ci ha lasciato questo "messaggio": la sofferenza si supera quando si ha una FEDE, uno SCOPO; sul suo esempio dobbiamo vivere questa nostra vita terrena al servizio degli altri e nel ricordo di coloro che ci hanno lasciati.

Avevamo preso contatto con Don Riccardo verso la fine del 1979 in preparazione dell'Adunata Nazionale di Genova del maggio 1980. Abbiamo subito trovato in lui e nella Famiglia Salesiana della Parrocchia una disponibilità davvero inusuale: prospettavamo un desiderio ed era subito risolto, ogni ostacolo veniva prontamente superato.

La Santa Messa delle ore 18 di sabato 3 maggio 1980 fu da Don Riccardo dedicata agli ALPINI e da quella Celebrazione è nata l'idea della “CAPPELLA DELLA PACE - MADONNA DEL DON". Don Riccardo ne ha seguito il cammino. E' sempre stato prodigo di consigli, quando necessario ci ha anche tenuti a "freno"; più di una volta (si lavorava di sera) è sceso tra noi con una buona bottiglia di vino della sua tanto amata MARCA TREVIGIANA.

Riccardo - come confidenzialmente voleva essere da noi chiamato - è entrato di diritto nel novero degli Alpini “andati avanti”: una capatina nel Paradiso di Cantore certamente ogni tanto la farà …



Riportiamo alcuni passaggi dell’articolo, a firma Antonio Miscio, scritto in ricordo di Don Riccardo De Grandis, Parroco - direttore della Comunità parrocchiale e Direttore dell’Istituto - pubblicato sul Bollettino "L'Eco di Don Bosco - 1° semestre 2005”, in occasione del cinquantenario della Parrocchia di San Giovanni Bosco e San Gaetano.


“… Chi l’ha conosciuto non potrà mai dimenticarlo. Chi ha avuto con lui la pur piccola dimestichezza non potrà per lui non nutrire amore.

….. Alto, un poco stempiato, fronte spaziosa, lucente di intelligenza. Occhi limpidi, parlanti, sorridenti senza sorridere, luminosi. Persona solare.

… Amante della montagna, innamorato dei cieli tersi che in alto si godono con sguardi di stupore, gli occhi estasiati verso i lontani orizzonti, ammira la grandezza di Dio nella maestosità della natura. E trae spunto per parlare di Dio ai giovani e fare cenno della purezza del creato, quando l’uomo lo rispetta. Cultura, amore per la natura, attrattiva dei monti. Animo di squisita sensibilità, amante della bellezza. Bene riesce a trasmettere questo squisito sentire a quanti gli si fanno compagni nel viaggio della vita, per essere da Lui guidati, a Lui amici, a Lui ispirarsi per sentirsi umanamente realizzati, aspiranti ad una elevatezza di vita raggiungibile con Lui più facilmente, accanto a Lui, ascoltandolo, mettendo i passi dove li mette Lui, dove Lui dice di posarli.

Don Riccardo è maestro di vita senza nessuna forzatura, maestro per l’attrattiva che esercita, per il fascino naturale che da lui emana …”


Così lo ricorderemo anche noi, Alpini di Sampierdarena.